25 Settembre 2020
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Festa di San Biagio a Comiso

Festa di San Biagio a Comiso, protettore della gola, Patrono del paese. La festa liturgica ricorre il 3 febbraio, invece, quella popolare si svolge a luglio.
Ogni anno, a febbraio, una folla di fedeli raggiunge la chiesa dedicata al patrono, fin dalla celebrazione della prima messa mattutina. Le celebrazioni eucaristiche poi proseguono nel corso della giornata fino alle 20.00, l´una dopo l´altra. Dopo ogni messa si svolge il tradizionale rito della benedizione della gola a cui nessuno si sottrae, consistente nell´accostamento al collo del fedele di due candele accese intrecciate tra di loro mentre il sacerdote enuncia la formula di benedizione. Inoltre, durante i giorni di festa si distribuiscono dopo la celebrazione eucaristica pani benedetti a forma di gola (i ccannaruzzedda di San Blasi).
San Biagio vescovo di Sebaste, oggi in Turchia, medico egli stesso, è onorato come il patrono del cavo orale. Arrestato dal preside Agricolao durante la persecuzione ordinata da Licinio, fu imprigionato, lungamente picchiato e sospeso ad un legno, dove con pettini di ferro gli fu scorticata la pelle e quindi lacerate le carni. Dopo un nuovo periodo di prigionia, fu gettato in un lago, dal quale uscì salvo, quindi per ordine dello stesso giudice, subì il martirio decapitato insieme con due fanciulli e dopo l´uccisione di sette donne arrestate perché raccoglievano le gocce di sangue che scorrevano dal corpo dello stesso martire, durante il suo supplizio. E´ stato innalzato alla dignità di santo ed è invocato contro i mali di gola, perché durante la sua prigionia, guarì miracolosamente un ragazzo che aveva una lisca di pesce conficcata nella trachea. È inoltre il santo patrono dei cardatori di lana, in memoria del modo in cui patì il martirio. È venerato anche dalla Chiesa ortodossa.
Ogni anno la seconda domenica di Luglio si festeggia la festa popolare del Patrono, così avviene dal 1751.
I Comisani attribuiscono al Santo, il merito di aver difeso il paese dalla peste, dal terremoto del 1693 e, più volte il simulacro è portato in processioni straordinarie: nel 1837, per aver protetto la città dal colera morbus, e nel 1848, 1902, 1981 e 1990, a seguito di terremoti.
Una lunga processione ancora oggi di penitenti e devoti si snoda, fino a tarda ora, per le vie della città, dietro alla statua di San Biagio.
Molti fedeli portano, simbolo del loro voto, un grosso cero ornato di fiori e nastri sormontato da una coppa in vetro dipinto con le insegne del Santo o momenti della vita, inoltre sono caratteristiche le rosse fettucce di stoffa "i ´naziareddi" che sono segno di consacrazione al Santo.
San Biagio vescovo di Sebaste, oggi in Turchia, medico egli stesso, è onorato come il patrono del cavo orale. Arrestato dal preside Agricolao durante la persecuzione ordinata da Licinio, fu imprigionato, lungamente picchiato e sospeso ad un legno, dove con pettini di ferro gli fu scorticata la pelle e quindi lacerate le carni. Dopo un nuovo periodo di prigionia, fu gettato in un lago, dal quale uscì salvo, quindi per ordine dello stesso giudice, subì il martirio decapitato insieme con due fanciulli e dopo l´uccisione di sette donne arrestate perché raccoglievano le gocce di sangue che scorrevano dal corpo dello stesso martire, durante il suo supplizio. E´ stato innalzato alla dignità di santo ed è invocato contro i mali di gola, perché durante la sua prigionia, guarì miracolosamente un ragazzo che aveva una lisca di pesce conficcata nella trachea. È inoltre il santo patrono dei cardatori di lana, in memoria del modo in cui patì il martirio. È venerato anche dalla Chiesa ortodossa

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